Un’arrogante corsa allo spazio

All’inizio del secondo ventennio del ventunesimo secolo iniziarono a girare notizie per cui privati stavano intervenendo nella corsa allo spazio.

Elon Musk e Jeff Bezos, rispettivamente proprietari del marchio Tesla e del marchio Amazon nonché due fra le persone più ricche del pianeta, iniziano (hanno iniziato o stanno iniziando) un percorso di affiancamento alle maggiori agenzie spaziali del mondo per poter partecipare alla corsa allo spazio.

Ecco quindi che, come razza dominante del nostro pianeta, ci ritroviamo ad aver vissuto un’infanzia tecnologica e un’infanzia di progresso senza aver dato tempo a noi stessi di imparare dalle nostre esperienze. Abbiamo cavalcato un accenno di progresso e di evoluzione, dalla rivoluzione industriale alla rivoluzione tecnologica senza aver fatto, di fatto, alcun progresso umano. La nostra etica non si è evoluta, i nostri principi e i nostri lavori sono ancora facilmente corruttibili dalle economie dei nostri percorsi e la nostra intelligenza non sta al passo delle intelligenze artificiali che abbiamo creato, le osseviamo come prodotti della nostra sapienza per scoprire che la prima cosa che queste sono riuscite ad evidenziare sia la nostra mediocrità, la nostra inesperienza e la nostra piccolezza.

Al momento ci troviamo a poter ammirare un orizzonte di piccoli e grandi drammi innescati dalle nostre prime limitate intraprendenze e non riusciamo ancora a cogliere il primo, il più semplice ed il più importante dei significati che ci torna indietro come primo effetto di questi nostri percorsi: non sappiamo maneggiare le scoperte che facciamo, non abbiamo né la pazienza né la saggenzza di comprendere cosa stiamo scoprendo per poter capire come e a cosa applicare le nostre scoperte, consideriamo un possibile beneficio dato dalle nostre scoperte come motivo valido e sufficiente per giustificarne l’applicazione senza considerare la moltitudine dei possibili effetti contrari nei molteplici contesti in cui le nostre scoperte possono trovarsi a generare conseguenze del tutto inaspettate.

Sembra che di ogni scoperta riusciamo a farne il peggior uso.

Scopriamo di poter leggere il DNA e subito ci arroghiamo il diritto di manipolarlo, riusciamo a comprendere i meccanismi del nostro corpo e subito decidiamo di evolverlo. Scopriamo il potere della tecnologia e subito lo applichiamo per rendere ogni essere umano dipendente da essa. In ogni contesto, quello che nasceva come il più nobile dei propositi, a partire da una scoperta, si è sempre rivelato essere tanto esile ed inconsistente da lasciare subito spazio a perdizione e alle speculazioni. 

Questi e moltissimi altri casi emblematici dovrebber farci riflettere su quello che è l’atteggiamento della nostra specie nei confronti di questa realtà che viviamo e che tanto tenacemente esploriamo e vogliamo poter dominare. Si tratta di un atteggiamento di grade arroganza e superbia, di sconsideratezza e di forte mancanza di consapevolezza su quanto e come stupidamente trattiamo le scoperte che potrebbero dare valore alle nostre e alle altrui vite ma che, fino ad oggi, non hanno fatto altro che deteriorare l’equilibrio nostro e del nostro pianeta.

Per millenni lentamente, ed ora, grazie alle rivoluzioni industriali e tecnologiche, molto più rapidamente, abbiamo ucciso i nostri simili, depredato le risorse naturali, sbilanciato l’equilibrio naturale degli ecosistemi, approfittato di specie animali e vegetali più deboli, proclamato una superiorità  in cui l’universo non crede, non vede. Ci gloriamo di noi stessi senza alcuna ragione.

Ora quindi, mentre facciamo a pezzi il nostro pianeta, mentre gli manchiamo di rispetto in ogni modo possibile, guardiamo in sù e decidiamo che è nostro dovere trovare altri mondi, perché il nostro non è più sufficiente alla nostra arroganza, da andare a fare a pezzi, da depredare, in cui imporre la nostra stupidità, la nostra ingenuità, in cui seminare morte e miseria.

Anche lì troveremo una dialettica fatta di fuffa, per far credere a quei poveri esserini che abitano in pace quei mondi, che hanno bisogno di noi e della nostra stupidità. E mentre si chiederanno se non sia forse meglio rimanere in equilibrio col mondo che vivono, noi li avremo già invasi e sottomessi alle nostre pratiche. Sarà così che inizierà questa triste storia che vedrà il popolo del pianeta terra saltare di pianeta in pianeta a distruggere tutto quello che di buono madre natura avrà messo in piedi con amore e pazienza. Due caratteristiche che abbiamo deciso di dimenticare tanto tanto tempo fa.  

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