07.10.2016

Webapp, la prossima generazione di applicazioni web.

michele settembre webapp

Lo sviluppo di webapp metterà la parola fine all’incubo dello sviluppo di app?

Posso dire, sentendomi parte in causa, che ogni sviluppatore, nel corso della sua esperienza lavorativa, si fa un’idea ben precisa sul futuro del digitale, alcune volte semplicemente come fantasia su quello che potrebbe essere lo scenario tra qualche anno, altre volte perché la capacità di capire la direzione del web fa e farà da discriminante per lo sviluppatore su quelli che saranno gli ambienti da promuovere, per i quali arricchire la propria professionalità, quelli in cui specializzarsi, le nuove tecnologie da apprendere o approfondire e quelle, invece, da abbandonare.

Prevedere per avere un futuro, il destino di ogni sviluppatore

Ad un certo punto ogni sviluppatore con un minimo di lungimiranza e giusta paura del futuro web, che muta ogni volta che lo guardiamo, ha pronunciato ad alta voce o se è stato cauto nella sua testa, le fatidiche parole: “forse mi metto a sviluppare app…”. Quello è stato per lo più l’inizio dell’incubo.
Sviluppare per iOS? C’è bisogno di un Mac per farlo bene. Allora sviluppare per Android. Ma il Java è simile al Javascript? In ogni caso dovrei saper fare entrambe le cose, allora si che sarebbe fico. E poi Windows che torna alla ribalta nel mondo degli smartphone e dei tablet? Già, …anche Windows. Ma Windows? Si sviluppa in C? …e poi, no, Blackberry no, lo usano solo gli sfigati a cui lo impone l’azienda per tenerli sotto controllo. E se invece risolvessi con una bella webapp e poi la passo a Cordova o Phonegap? Tanto chi se ne accorge che non è una vera app? E’ si, forse ad un certo punto qualcuno se ne accorge e mi ritrovo per strada. Quindi? Nulla, io so fare il web. Torniamo coi piedi per terra. Eppure una soluzione ci sarà! Come del resto per ogni problema sul web c’è stack overflow.

E così via, giorni e giorni di pensieri come un cane che si mangia la coda per poi capire che il percorso è tortuoso. Eppure per chi è del mestiere, si sa che a parità di risultato la soluzione migliore è la più breve. E’ un po’ che il web sta tentando di fare questo: trovare soluzioni sempre più essenziali, minimaliste, concise, lo stesso web, che sia sempre dello stesso livello di qualità.

La mia opinione è che un giorno il web sarà prevalentemente popolato da siti internet a carattere informativo (per il loro carattere dinamico, versatile ed aggiornabile) e da webapp ovvero un particolare pacchetto scritto in linguaggio web che offre un servizio confezionato con un aspetto grafico accattivante ed esclusivo che offre un’esperienza utente confortevole, scalabile e mobile.

Ma le app falliranno?

Ci sono alcune valutazioni che potrebbero giustificare questa ipotesi.

Le app hanno rappresentato il boom digitale nel passaggio dal telefonino, nella sua forma sintetica (rubrica, telefono e messaggi), agli smartphone in grado di essere a tutti gli effetti porte di accesso al web ed uno strumento perfetto per avere la possibilità di gestire servizi e contenuti personali da e per il web.
Lo sviluppo di App rappresenta però una voce di costo esageratamente alta per un brand che voglia realizzare un servizio specifico usufruibile da mobile (smartphone e tablet). Oggi la necessità sarebbe rappresentata dal dover essere presenti su quanti più dispositivi possibili e fra i maggiori citiamo iOS, Android, Windows, Linux e Blackberry.
Se si vuole un’app che giri su ogni tipo di periferica oggi l’investimento può risultare un potenziale problema, un collo di bottiglia allo sviluppo stesso e all’evoluzione dell’ambiente app.
Uno dei problemi maggiormente riscontrati è la ricerca e il costo di programmatori per lo sviluppo delle app. Questo voce rappresenta un problema perché molto raramente gli sviluppatori app sono fortemente skillati su più di una piattaforma, significa che essere un ottimo sviluppatore Objective-c (si tratta del linguaggio per produrre app per iOS di Apple) raramente coincide con l’essere un altrettanto valido sviluppatore JAVA (linguaggio utilizzato per la produzione di app per dispositivi Android). La caratteristica non è esclusa né impossibile, ma certamente non è comune.
Le app, inoltre, si appoggiano a server web per le comunicazioni e lo scambio dati per cui la necessità non è soltanto quella di avere ottimi sviluppatori di app ma anche ottimi sviluppatori di applicazioni lato server che siano in grado di fornire alle app presenti nei nostri telefonini i dati necessari per essere aggiornate per contenuti e struttura. Questo evidenzia un problema di costi perché, nella migliore delle ipotesi, gli sviluppatori non potranno mai essere meno di un nutrito gruppo.
A seguire esistono problemi legati alla versione, alla retro compatibilità, agli aggiornamenti, al debugging, al problem solving per non parlare del congestionato processo di pubblicazione negli store e tutte le regole che definiscono il mercato delle app. Non vale la pena dilungarsi troppo tecnicamente, il concetto è che l’ambiente di sviluppo risulta costoso e complesso, per lo meno se si vuole raggiungere un elevato standard qualitativo del prodotto.

Perché la webapp è una soluzione migliore?

Si tratta essenzialmente di web, a tutti gli effetti si tratta di un codice web: html, css e javascript. Questo prodotto, proprio per il suo codice, è estremamente leggero e versatile. Le tecniche di realizzazione di una webapp delegano al client la maggior parte dei processi di presa dei dati, elaborazione e realizzazione stessa dell’interfaccia per cui il lato server effettua pochissimo lavoro. La webapp richiede uno sviluppatore o un programmatore web, di alto livello se possibile, ma pur sempre web. La webapp richiede pochissima tecnologia sia per essere prodotta che per essere utilizzata. E’ sicura come una app. E’ scaricabile come una app qualora il cliente lo desideri (ma per lo più non ce n’è ragione).
Esiste anche un’altra ragione per la quale lo sviluppatore web la preferisce alle app: intrinseco nello sviluppo delle webapp c’è il perverso desiderio di realizzare un prodotto identico ad una app, sia per veste grafica che per funzionalità, tagliando vertiginosamente costi, tempi e risorse, facendola in barba quindi allo sviluppatore app che costa molto di più, giustificato dalla necessaria preparazione che questo deve avere per poter fare il lavoro per cui è chiamato.

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