07.10.2016

Oggi skype per il web, un nuovo sviluppo orientato alle webapp

Prima erano i siti internet, poi è stato il boom delle app, ora è in arrivo il momento delle webapp

Cos’è una webapp?

Prima di andare a parlare di quello che sta accadendo nel web in relazione a termini come “app”, “webapp” e siti internet è necessario rendere chiaro il significato di webapp.
Una webapp non è che un sito internet che simula di essere una app in tutto e per tutto, dalla veste grafica all’espletamento di tutte le funzioni che è possibile trovare in una comune app.
Tecnicamente sarebbe necessario approfondire un po’ ma rimanderemo questa discussione ad un articolo più tecnico.

Produrre oggi una webapp significa creare un prodotto web unico multi piattaforma, ovvero fruibile su ogni dispositivo perché la webapp non è legata al tipo di dispositivo su cui gira (come avviene per le app) ma viene raggiunta e resa accessibile dal browser, lo stesso che utilizziamo per navigare tra i siti. Questo significa anche che è stata realizzata con gli stessi linguaggi che producono oggi il web: html, css, javascript.
Una webapp può effettuare tutte le operazioni normalmente espletate da un’app nativa e può essere perfino più intelligente ed economica, perfino più scalabile ed adattiva. Essendo poi la webapp un solo prodotto è maggiormente controllabile dal produttore e necessità quindi di molte meno risorse in termini di costi di realizzazione e personale dedicato. I produttori non devono più preoccuparsi di prodotti confezionati ad hoc per una specifica piattaforma ma possono pensare ad un prodotto che si adatta perfettamente allo smartphone che portiamo con noi come al desktop di casa.
Altro valore di non poco conto è che una webapp non si deve scaricare, si tratta di un prodotto web presente sulla rete disponibile a tutti, accessibile, qualora la webapp lo richieda, tramite autenticazione per la personalizzazione. Anche laddove si voglia produrre una webapp scaricabile sullo smartphone questo è possibile e non rappresenta mai un ostacolo, si tratta ancora di un prodotto di tipo web. Il livello di sicurezza può raggiungere standard altissimi (basti pensare alla sicurezza delle banche online per capire che un ambiente digitale può essere tanto sicuro quanto è necessario).

Cosa sta accadendo?

In questi giorni viene rilasciata la webapp di skype, ovvero la possibilità di utilizzare skype dal web, esattamente come abbiamo fatto fino ad oggi utilizzando il software dal desktop di casa o la app dal telefonino (prova skype webapp).

Sempre di più sembra essere evidente la migrazione dei servizi web da sito internet a webapp e da app a webapp. Di che si tratta? Cosa significa?

Il popolo della rete (ci siamo dentro praticamente tutti) si è goduto la nascita delle app, l’emozione di scaricarne alcune gratis, il brivido di pagare la prima 0,99 dollari (o euro), la paura che da quel momento saremmo potuti essere derubati perché i dati della carta di credito erano ormai in balia delle onde del web, la rassicurazione data dai sistemi sicuri per pagamenti e transazioni ed il dubbio che tutte quelle app, poi, in fondo, non servissero a molto.
Possiamo sicuramente affermare che in questa adolescenza tecnologica mobile (si legge “mobail”), chi più chi meno, ci siamo tutti goduti un nuovo inizio.

Ma a cosa ha portato tutto questo?

Di base la risposta è che ognuno ha avuto semplicemente l’occasione di fare un’esperienza perché poi, dopo il fragore iniziale, rimangono poche le app che utilizziamo davvero, sono in definitiva pochi i siti che abitualmente visitiamo.
La primaria necessità è quella di rimanere connessi e la parola chiave sta diventando “servizio”, importante ed irrinunciabile (come le mappe di google, le prenotazioni su booking.com o skype com in questo caso) e qualche piccolo divertimento o svago: giochi e social.

Con l’arrivo delle webapp cambia il concetto di computer o viceversa?

Non è esattamente questo quello che accade. Il significato di computer sta cambiando e le webapp daranno una spinta in più a questo cambiamento.
All’inizio il concetto era quello di acquistare un computer, avviarlo e iniziare a scaricare software e configurare entrambi. Oggi il significato stesso di computer si evolve: si acquista un computer, ci si connette alla rete e si usufruisce di tutti i servizi online, dal pacchetto office agli strumenti per la sicurezza, la banca e i trasporti, l’editing fotografico ed il blogging, skype e facebook. Il computer rimane leggero, vuoto, gli stessi nostri salvataggi finiscono magicamente in rete, il termine utilizzato è cloud, nuvola.
Ci troviamo tutti a condividere un paradiso fatto di segnali elettrici che descrivono tutti i nostri dati. I dati di tutti in un unico spazio digitale che promette di essere sicuro e veloce. Il sistema promette di non perdere mai i nostri dati, non dovremo mai più affrontare il problema delle copie e della sicurezza. Ma chi fa questo per noi? E perché?

In conclusione

In definitiva, nell’ottica in cui il web tenta un’unificazione dei linguaggi, una semplificazione delle metodologie ed un notevole alleggerimento degli hardware e dei supporti dedicati alla memoria di cui necessitavamo fino a poco tempo fa, la webapp rappresenta forse quello che sarà il tema di fondo della prossima generazione dello sviluppo web, l’alternativa al mercato delle app che già risente delle difficoltà di avere a che fare con gli store, i pagamenti, le versioni, le prestazioni legate al proprio telefonino e mille altri rallentamenti sulla rete.
Quello che il pubblico vuole è connettersi e poter usufruire di tutti i servizi, istantaneamente, senza dover aspettare più del tempo di un login, in modo veloce, leggero e sicuro.

Porterà tutto questo, poi, forse, ad un login universale ed unificato?

 

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