Michele Settembre - Fotografia di interni

Fotografia di interni

Una stagione estiva di fotografia di interni in alcune residenze di Roma.

Alcuni hanno la pretesa di mostrare quello che non è.

Sempre di più in questa generazione di comunicazione la fotografia è stata gestita come se fosse un proiettore di illusioni in un contesto dove invece avrebbe dovuto fare lo sforzo maggiore per rappresentare la realtà delle cose.

Se si fotografa per interpretare è giusto che la creatività, l’area della fantasia che in alcuni casi diviene arte, si avvalga di tutti gli strumenti possibili per favorire che il prodotto assomigli alla nostra visione. Ci sono poi contesti in cui, invece, tutto questo può (e forse deve) essere definito “falsare” una rappresentazione. I panini dei fast-food sui cartelloni pubblicitari dovrebber far considerare i produttori perseguibili a norma di legge per truffa perché rappresentano esattamente quello che viene venduto, e quello che vi viene venduto non assomiglia mai a quello che avete visto per le strade della vostra città. La stessa cosa accade nella pubblicizzazione dei luoghi di vacanza, esasperazione (compressione) del colore e della sua saturazione portano i mari ed i cieli ad essere sempre più blu. I soli sempre più splendenti e i colori in genere sempre più sinonimo di calore, bellezza, pulizia e trasparenza. Beh, per lo più, trasparenza non è.

La stessa cosa accade spesso nella fotografia di interni, dove il colore viene alterato, la forma aggiustata, le luci ritoccate, le macchi tolte. Tutto questo può essere applicato in due modi: professionalmente e artisticamente. La scelta dell’applicazione fa del fotografo un professionista o un falsario.

Nello studio della fotografia di interni ruolo fondamentale è svolto dal flash e dagli innumerevoli modi in cui può essere utilizzato. Illuminare perfettamente una stanza limitando le ombre alla doverosa sensazione della profondità è una delle pratiche più difficili. A volte l’illuminazione viene compensata in studio, altre volte viene “creata” in studio per rendere ben illuminati anche i luoghi che non lo sono o a volte per rendere meravigliose stanze che non lo sono.

Difficile mostrare al pubblico come poter capire i diversi livelli di alterazione. Spesso tutto quello che si scopre che il pubblico vuole è l’illusione che tutto sia meraviglioso perché le cose davvero meravigliose costano troppo, sia in termini di realizzazione che di mantenimento.

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