instagram snaturato e calpestato
14.05.2018

Instagram: la naturale bellezza di un’idea snaturata e giustificata dall’evoluzione

Siamo capaci di semplici idee brillanti tanto quanto siamo poi capaci di farle a pezzi.

Instagram era a dir poco geniale nella sua semplicità: fotografie quadrate a cui poter applicare particolarissimi, per quanto semplici, filtri.
Tutto questo aveva creato un marchio, un’impronta digitale per un riconoscimento senza dubbi, dovunque si fosse, digitalmente, si poteva incontrare uno scatto Instagram e riconoscerlo.
Nei più datati ed appassionati faceva echo la sensazione di aver ritrovato una fotografia particolare come era quella fatta con la polaroid. Nei giovani aveva dato un contenitore di nicchia in cui farsi bravi.

Una cosa buona, come ad esempio è la crostata, non dovrebbe evolversi, dovrebbe solo godere della sua magia che per una buona fetta (gioco di parole) consiste proprio nella sua semplicità. E così la crostata diviene garanzia diqualità, è buona, non stanca mai, a tratti concede spazio ad altri piaceri, ad altri dolci, per la naturale necessità di varietà, ma ogni volta che si ha voglia di “andare sul sicuro” uno dei porti a cui tornare è la crostata.

L’uomo per sua natura è capace di creare e lo fa, spesso, con gusto e qualità, ma poi è altrettanto bravo nello snaturare, piuttosto che evolvere, quello che ha creato e superbamente maschera il suo snaturare con il normale evolvere delle cose.

Instagram è tra i più ovvi esempi di idee brillanti snaturate. Oggi Instagram gode dell’echo di quella che è stata la sua ficaggine dei primi anni. Vivrà alcuni mesi, forse anni, di gloria inerziale per l’effetto della sua enorme popolarità e poi, massacrato dal team di Facebook che lo ha trasformato in un canale pubblicitario per teenager, andrà a muovere passi in avanti per inerzia di quelli che lo abiteranno senza più capirne il senso.

Fino ad alcuni anni fa incontravo fotografi, anche di una certa fama, che accettavano lavori in cui si chiedeva di creare album in stile Instagram come forma d’arte, come adeguamento di una capacità artistica ad un contesto stretto fra regole. Mi rendevo conto che i fotografi che facevano questo tipo di percorso erano eccitati all’idea di “vedere” la loro creatività in un contesto fortemente definito da poche, semplici, per quanto ferree, regole. Ricordo che un noto fotografo Olandese sottolineava quanto si sentisse eccitato nell’arrivare in una città come Roma senza la sua pesantissima attrezzatura da fotografo ma armato soltanto del suo iphone perché quello per cui era venuto era un servizio fotografico in stile Instagram.

Per curiosità poche settimane fa gli ho chiesto se facesse più quel genere di lavori e mi ha risposto semplicemente che non esiste più un’identità Instagram e per questo, purtroppo, non esistono più lavori Instagram come quelli per cui era stato coinvolto ed apprezzato.

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