25.12.2018

10 Articoli per scoprire se il vostro progetto WordPress è di valore – 2. I plugin

Introdotto il concetto di tema di WordPress possiamo affermare con certezza che la base di lavoro offerta dagli sviluppatori del codice sorgente offre un numero essenziale di funzionalità e questo avviene per lasciare pulito e leggero il codice affinché poi, in ogni progetto WordPress, si possa espandere il core di WordPress con le funzionalità specifiche necessarie al progetto in causa.

La forma pura di questa definizione prevedeva inizialmente che gli sviluppatori di ogni progetto avrebbero, imparato il linguaggio di sviluppo di WordPress, esteso le funzionalità di base per offrire al cliente il prodotto che chiedeva, tagliato ad-hoc sull’esigenza.

Col tempo (poco tempo) però WordPress ha introdotto il concetto di plugin ovvero la possibilità di caricare una cartella che WordPress sarebbe stato in grado di comprendere e che si sarebbe perfettamente innestata nel Core di WordPress estendendone automaticamente alcune funzionalità. Facciamo un esempio: se uno sviluppatore comprende di essere bravo ad implementare una funzione e sa che questa funzione potrà essere richiesta da molti clienti, non vuole doverla riscrivere ogni volta, per questo crea un plugin che possa integrarsi nel Core di WordPress ed aggiungere ad ogni progetto quella funzionalità.

Problema risolto

Sembra che il problema sia risolto: creiamo un plugin per ogni funzione che si voglia poter integrare in WordPress ed installiamo tanti plugin quante sono le funzionalità che il progetto/cliente richiede. In effetti, per lo più, è quello che oggi accade. Moltissimi individui (è arduo riuscire a chiamarli programmatori o sviluppatori) hanno afferrato il meccanismo e l’hanno trasformato in un lavoro: installare plugin per il progetto/cliente prendendosi il merito di riuscire a realizzare velocemente un prodotto che abbia risposto alle esigenze e alle richieste.

I problemi

Fino a qui sembra che non ci sia nulla che non va ma allora perché prendersela tanto con i plugin? In realtà noi non ce la prendiamo con i plugin, questi hanno il diritto di esistere proprio come i loro autori hanno i diritto di tentare di creare un buon prodotto. Diciamo che questo accade raramente. L’esperienza ci ha mostrato progetti realizzati velocemente in cui i programmatori hanno installato plugin, in risposta a richieste di particolari funzionalità da parte del cliente per il progetto, non accuratamente testati che nella maggior parte dei casi facevano sì quello che dicevano di fare (assolvendo così la richiesta iniziale) ma scavando un po’ poteva essere facilmente evidenziabile che lo facevano male. Due sono le spie di questo codice scritto male:

  • la crescita esponenziale dei messaggi di errore registrati nei log del server in cui il progetto è allocato.
  • il notevole rallentamento della velocità di esecuzione (e quindi di caricamento) delle pagine del sito.

Eliminare i plugin?

Abbiamo trovato il modo di definire una regola che ci permette di approvare l’utilizzo di un plugin in un progetto web. Questi che seguono sono i casi:

  • Il plugin effettua un’azione che non siamo in grado di sviluppare in modo migliore di quanto l’abbia fatto che ha realizzato il plugin
    • Esempio: un plugin che ottimizza la SEO. Per sviluppare questo tipo di funzionalità uno sviluppatore dovrebbe avere non solo le capacità tecniche del suo mestiere ma anche la professionalità e l’esperienza di un SEO specialist e questo è per lo più inconsueto. In questo caso si certifica la genuinità del plugin e lo si installa con sicurezza.
      Altro valido esempio è il plugin che rende il sito multi-lingua.
  • Il plugin effettua azioni sul backend (pannello amministrativo) e non va in esecuzione sul front-end (sito pubblico)
    • Questo riduce il rischio che il plugin abbia un impatto negativo sulla performance del sito (velocità di caricamento ed errori) e facendo operazioni che snelliscono la vita di chi amministra il sito si può sicuramente credere, una volta testato correttamente il plugin, che svolga le funzioni a cui è preposto più rapidamente di quanto faremmo noi a ricrearle.

Siamo anche in grado, vista l’esperienza decennale nello sviluppo di progetti web, di fare un rapido elenco (una sorta di Top Ten) dei plugin che vale la pena installare in un progetto di comunicazione digitale di tipo istituzionale. Ovviamente non faremo nomi per non pubblicizzare un brand piuttosto che un altro, nomineremo per questo soltanto le categorie:

  • Plugin per l’ottimizzazione SEO
  • Plugin per rendere il sito multilingua
  • Plugin di duplicazione dei post per il pannello amministrativo
  • Plugin di integrazione di elementi provenienti dai Social (fare molta attenzione in questi casi devono essere attentamente testati) come feed Instagram o commenti Facebook
  • Ottimizzazione e pulizia del database (anche in questo caso deve essere fatta particolare attenzione alla provenienza del plugin e deve essere testato accuratamente, in questo caso è sempre meglio effettuare prima dell’utilizzo, un backup del database)
  • Plugin di backup del database e della cartella di progetto (o della cartella del tema)
  • Plugin di cache del sito (qualora non si possa usufruire di un processo di cache professionale sul server in cui gira il progetto)
  • Plugin per la generazione e la gestione della sitemap
  • Plugin di condivisione (avanzata) sui social
  • Plugin per l’innalzamento della sicurezza del sito (fare attenzione a non chiudervi fuori innalzando troppo la sicurezza o a compromettere alcune funzionalità, a volte i plugin per l’innalzamento della sicurezza sono paranoici ed effettuano operazioni non richieste)

Prima di lasciarvi possiamo lasciare due ultime indicazioni che rapidamente permettono di verificare la, chiamiamola, possibile instabilità del sistema a causa dei plugin: la prima indicazione è di contarli, qualora ne contaste più di 15 significa che avete sicuramente un problema. La seconda quella di verificare la velocità di caricamento di una pagina interna del sito (meglio evitare la home page perché è sempre più pesante rispetto alla media) dopo essersi autenticati in WordPress. Autenticarsi in WordPress significa saltare il processo di cache del sito e del browser e verificare il reale tempo di caricamento di una pagina quando al suo lancio vengono attivate tutte le funzioni di WordPress. un tempo di caricamento superiore ai 5 secondi è solitamente una spia d’allarme per la presenza di colli di imbuto lungo il percorso di composizione della pagina da parte di WordPress e all’80% dei casi la responsabilità e dei plugin.

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