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Assemblaggio PC: workstation per la produzione video (parte prima)

Sapete di come dietro ad ogni professionista che ama il suo lavoro ci sia il suo lato oscuro? Si tratta di quella parte dell’uomo (o donna che sia) che una volta fatto tutto quello che deve durante una giornata di lavoro, chiude il sipario e gode della parte più eccitante (e a volte poco pubblicizzabile) delle sue passioni.

Per i programmatori ci sono i videogame, altro sviluppo (magari bizzarro ed oscuro) l’hacking o, a volte, i computer da assemblare che hanno un po’ l’effetto delle Lego per i bambini.
Per me, da sempre appassionato di meccanica ed elettronica ci sono stati i computer da smontare e rimontare. Alla fine degli anni ’90 era un po’ come poter finalmente scoprire tutto quello che fino a qualche anno prima era nel nostro immaginario catalogato nella categoria della “magia inesplorabile”. Trascorse poi questa fase e si giunse all’età della maturità e della saggezza: giochi, assemblaggi e sperimentazioni lasciarono quindi il posto alla necessità di un lavoro stabile e rassicurante che pagasse affitto e bollette.

Sono quindi trascorsi gli anni fino a quando una serie di necessità mi ha convinto, pochi mesi fa, a dover abbandonare il computer portatile per tornare al computer desktop. Il notebook negli ultimi anni è stato più che valido compagno di viaggio, non solo per realizzare i progetti del mio lavoro come sviluppatore ma anche perché la mia vita era caratterizzata da numerevoli spostamenti, sia in Italia che all’estero, ed il portatile era ovviamente l’unica possibilità.
Qualche mese fa, però, con il nostro gruppo di lavoro abbiamo deciso di dar vita ad un nuovo settore di produzione per il web, quello della realizzazione di video, e per questo la decisione tanto rimandata di tornare ad una potente workstation fissa, è stata non solo preferenziale ma obbligata e quindi presa.

Per qualche giorno ho provato a credere che avrei potuto semplicemente entrare in uno store e acquistare una macchina pre-confezionata ma sapevo che non sarebbe durata a lungo ed infatti è andata proprio così: dopo qualche settimana avevo smesso di cercare occasioni ed ho iniziato a tornare su libri e discussioni online di componentistica e assemblaggi, rapidamente ho recuperato ed aggiornato le mie conoscenze sugli argomenti fondamentali, le stesse che si erano calcificate alla fine dello scorso millennio.

E’ stato un recupero eccitante. E’ stato un po’ come tornare al liceo o all’università, con il sapore di fare tutto questo in un tempo che era privo di vere e proprie responsabilità e dove tutto quello che si sperimentava poteva assumere tratti giocosi o poteva essere immaginato come un futuro lavoro.

Ho quindi iniziato a scegliere e poi mi sono trovato catapultato in un mondo che non percorrevo da vent’anni e che, per certi versi, non avevo mai percorso: le tecnologie non solo si sono evolute ma a volte, concettualmente, sono radicalmente cambiate. Mi sono adeguato ed ho iniziato a costruire la mia macchina. Si è trattato di un percorso relativamente breve che mi ha portato con soddisfazione a poter iniziare a lavorare quasi da subito sulla nuova macchina.

Tutto questo percorso, sicuramente eccitante per la realizzazione del prodotto finale, ha portato con sé anche nuovi elementi di notevole interesse trasversale: meccanica dei computer e digital ed ha dato vita (o riportato in vita) interessi paralleli o correlati.

Tra questi ci sono:

  • Limiti delle tecnologie: come si è abbassata negli anni la curva di evoluzione di alcune tecnologie e come altre curve siano morte per lasciare spazio a nuovi percorsi di sviluppo e crescita
  • Compatibilità e prestazioni: combinazioni impreviste e aleatorietà dei risultati
  • Overclocking dei sistemi: un mito da abbandonare
  • Benchmarking: l’attività di test e comparazione, in questo caso di componenti PC e loro prestazioni
  • Aggiornabilità ed evoluzione dei sistemi hardware

La cosa più soddisfacente al termine di questo percorso è che i tempi di realizzazione di certi processi di elaborazione digital si sono più che dimezzati con ottimi risultati anche a favore della creatività che non viene più ostruita dai colli di bottiglia dei sistemi non ottimizzati.

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